Report : La Scuola Finlandese a confronto con la Scuola Italiana

 Mi è stato chiesto di scrivere sulla mia esperienza di co teaching in Finlandia.

Un lavoro corredato da immagini che descriva le caratteristiche professionali del mio lavoro come docente Italiana in un ambiente Finlandese e le peculiarità del mondo educativo del paese che mi ha ospitato.

Vorrei evitare di elencare la solita serie di pros e cons, e anche evitare di esaltare un metodo o sminuire l’altro.

Ci sono aspetti che prevalgono nella sfera educativa finlandese che sono molto comodamente riadattabili ai metodi di istruzione italiani e ci sono dei limiti nell’istruzione finlandese che noi superiamo, male ma li superiamo.

Cominciamo con tutto ciò che ci piace della scuola finlandese che può tranquillamente essere realizzato né più né meno anche in Italia (molte scuole italiane adottano metodi innovativi e spesso dipende semplicemente dai singoli docenti che hanno caratteristiche personali tali da renderli più mobili di altri e che spesso hanno voglia di lanciarsi un po').

Urge fare una piccola premessa, proprio perché spessissimo la scusa al fatto che le nostre scuole non si muovano verso l’innovazione viene trovata nella diversità degli ambienti, delle culture e delle persone.

·        I ragazzi nordeuropei sono altrettanto tendenti al disordine, alla diseducazione, a rompere il materiale, al bullismo e al disfare le regole dei nostri.

·        I bambini e ragazzi nordeuropei possono farsi male a scuola esattamente come i nostri.

·        Gli insegnanti nordeuropei lavorano tantissimo e spesso si esauriscono esattamente come noi docenti italiani.

·        C’è chi ha voglia di fare e chi ne ha di meno, esattamente come in Italia!

·        Abbiamo le stesse possibilità tecnologiche! (laboratori, lavagne interattive nelle aule, per vedere video e far sentire audio, ANCHE NOI abbiamo il libro di testo che si può usare digitalmente)….

·        ..e decisamente abbiamo un clima migliore! (per svolgere delle lezioni all’aria aperta).

Allora la differenza dove sta?

Dove non arriva la regola generale, dove non c’è un dirigente illuminato, dove non arriva la voglia di fare della maggioranza, la differenza si può ancora fare.

Ecco cosa può tranquillamente essere adottato anche in Italia di ciò che ho visto in questo mese:

1.   Le riunioni settimanali in aula docenti col dirigente , ogni lunedi durante la prima ricreazione mezz’ora di condivisione su ciò che accadrà durante la settimana.

2.   L’obbligo dei docenti delle materie che nella scuola hanno gli ambienti laboratoriali, di utilizzare il laboratorio una volta alla settimana con ciascuna classe. Con il tecnico di laboratorio sempre presente e un orario fisso per tutte le classi. Con l’aggiunta della possibilità di prenotazione degli spazi su base volontaria nelle ore dove l’aula è libera.

3.   Dotazione di giochi di società nei corridoi, carte di ogni genere, origami, manga, mandala, con un docente di sostegno (a rotazione) che si occupa della loro restituzione.

4.   Le lezioni segmentate! Nel 2025 ancora ci sono docenti che impiegano un’ora (anche due!) con lezioni frontali. Ai ragazzi è richiesta l’unica competenza di saper prendere appunti! Anche le ore di Storia o di Letteratura dove di fatto serve che il docente “racconti”, anche e soprattutto in quelle lezioni la parte segmentata è importante! Soprattutto in quelle lezioni. Con domande, lavori di gruppo, dibattiti e opinioni. Ma le lezioni NON possono/devono avvenire con l’unica parte del racconto del docente, per quanto appassionante possa essere la sua narrazione, lo studente deve avere la possibilità di rielaborare ogni 15 minuti massimo!

Questo aspetto dipende dal singolo insegnante e deve essere affrontato con corsi di formazione mirati! Anche la scuola finlandese ha programmazioni molto serrate e anche i docenti finlandesi hanno una tabella di marcia da rispettare, ma lo fanno seguendo il libro (che guida alla lezione segmentata). Il che vuol dire che ogni lezione (di 45 minuti) è divisa come minimo in tre momenti (molto più spesso in 5/6 momenti) dove ciò che viene spiegato è subito dopo messo ad elaborazione con esercizi (sempre diversi).

Esistono miriadi di corsi di formazione a riguardo e di fatto i nostri libri sono già strutturati in tal senso (proprio come i libri finlandesi!).

5.   Priorità alla COMPETENZA rispetto alla CONOSCENZA.

La lezione segmentata forma proprio su questa direzione.

6.   Interdisciplinarietà. Le riunioni continue e molto spesso in aula docenti tendono anche a questo scopo, unitamente alle tante occasioni di socialità.

7.   Corsi di formazione strutturati con l’obiettivo di spingere il gruppo docente tutto all’innovazione e alla progettazione. Anche in Finlandia molti docenti si allontanano per qualche tempo dall’insegnamento per seguire corsi, o come da noi, si riiscrivono all’università. E’ molto ricorrente il cambio anche del lavoro per brevi o lunghi periodi, per poi tornare ad insegnare, aspetto che limita il burnout.

8.   Le scuole finlandesi promuovono azioni di socialità continue volte al benessere dei docenti, sia che esse vengano finanziate dai fondi d'istituto e sia che vengano autofinanziate dai partecipanti.

Ma l'aspetto del team Building ha un forte peso nell'ambiente lavorativo finlandese in generale e in particolare in un clima lavorativo dove il wellbeing è di grande portata per la ricaduta sull'utenza, che siano le famiglie o i ragazzi stessi. Da ciò ne viene un clima di notevole fiducia nei confronti degli insegnanti e quindi dell'istituto e dell'istituzione stessa.

9.   Nella scuola dove lavoro c'è l'ambulatorio ! Con infermiere, dottoressa e psicologa, quest’ultima è presente alcuni giorni a settimana, segue i casi che vengono di volta in volta segnalati dai docenti e interviene anche su richiesta delle famiglie stesse.

A questo proposito è importantissimo rilevare che in Finlandia non esiste il corri corri per le certificazioni varie (Adhd, DSA eccetera). Tutte le scuole finlandesi offrono un test a tappeto che è seguito da un ulteriore test più approfondito nel caso si reputi di approfondire. E per il sostegno basta che la scuola stessa reputi che per taluni ragazzi serva un supporto e quel supporto è attivato con insegnanti di sostegno che sono assegnati ad alcune classi e hanno anche un’aula specifica per le loro lezioni di rinforzo.

Questo aspetto l’ho comunque inserito nell’elenco di ciò che può essere messo in atto in Italia nel ambiente scolastico, perché anche se è il ministro dell’istruzione che puù cambiare radicalmente questo aspetto, ci si può comunque allineare a questa tendenza e cioè, lo psicologo a scuola (che spesso viene inserito attraverso progetti) e il non dipendere in tutto e per tutto dalle certificazioni per seguire uno studente in maniera comunque più attenta e specifica.

10.               Gemellaggi. Devono essere una priorità. Anche in Finlandia ci sono i docenti esterofili e sempre pronti a partire e i docenti che prediligono la stanzialità, ma la ricorrenza dei progetti che portano docenti e studenti allo scambio con altri stati europei è altissima!

Cosa invece potrebbe essere più difficile da adattare:

1.   L’orario scolastico. E’ competenza ministeriale.

Anche se non vogliamo introdurre la mensa (che in Finlandia lo stato paga per gli studenti, insieme a tutto il materiale scolastico), sarebbe molto utile rendere le lezioni meno pesanti con pause più lunghe. (In Finlandia in 6 ore di lezione di 45 minuti, le pause messe insieme fanno 1 ora e mezza).

E non si entra sempre alle otto, ma alcuni giorni alle nove e altri alle dieci (in quei giorni gli studenti escono alle tre o alle 4).

2.   L’aspetto burocratico. Non possiamo decidere in autonomia che reputiamo inutile scrivere un verbale, una programmazione, una relazione iniziale e finale. Dobbiamo farlo e basta.

Ma molti di questi fiumi di parole che ci è richiesto scrivere non verranno mai letti e quel tempo potrebbe essere sicuramente usato in maniera più proficua, ad esempio con riunioni più serrate durante il triennio, in particolare per l’interdisciplinarietà, tanto utile per prepararli al colloquio del diploma.

Lavorare ad Educazione Civica come effettivamente dovremmo fare: in equipe.

Programmare delle lezioni Clil da mettere a sistema.

Eccetera eccetera.

Come immaginavo alla fine dei conti solo 2 aspetti sono difficili da riadattare e ben 10 sono facilmente adattabili al nostro sistema di insegnamento.

Ora si potrebbe parlare anche degli aspetti in cui la scuola italiana eccelle: la ricchezza dei contenuti e l’elevatezza delle conoscenze richieste in diverse materie, come la matematica, le scienze, la letteratura. Non posso citare la storia, perché ad esempio nel nostro sistema si ripete la storia nei tre livelli Elementari-Medie-Superiori ma negli ultimi anni, quando si dovrebbe arrivare a studiare la storia contemporanea spesso si arriva a malapena alle guerre mondiali.

Se alla ricchezza dei contenuti acquisiti dagli studenti Italiani non corrisponde un’adeguata preparazione in termini di competenze, non possiamo purtroppo dire che la scuola italiana sia superiore.

Infine l’aspetto che mi sta più a cuore: la gestione delle attività “aggiuntive alla mera lezione in classe”: gite, uscite per visitare musei, incontri con autori, laboratori a scuola ed esterni, uscite per film in lingua, e tante altre.

Tutte queste attività NON possono essere pensate IN BASE AL LIVELLO DISCIPLINARE DI UN GRUPPO CLASSE!

Quando a scuola andare in laboratorio è la norma non viene in mente a nessuno che con una classe sia proibitivo farlo. Quando una classe va sistematicamente in laboratorio con un docente che instaura delle regole, col tempo l’andata in laboratorio e le regole legate a quel luogo diventano un’abitudine.

Volendo si trovano le soluzioni sempre: classe divisa in due o tre gruppi con l’ausilio dei colleghi di sostegno eccetera. Alle uscite si aggiunge un collega di supporto.

In Finlandia l’attrezzatura che si rompe viene ripagata dalle famiglie dei responsabili del danno. Di prassi.

Ora le foto!



     





  
   




 

     





SCRITTO ALLA LAVAGNA CON L’AIUTO DELLA COLLEGA IL NOSTRO SISTEMA SCOLASTICO PARAGONATO AL LORO:

LE ELEMENTAR I COMINCIANO A 7 ANNI. A SEI ANNI FANNO UN INTERO ANNO DI PRE-SCHOOL DOVE I BAMBINI SI ABITUANO AL LAVORO SUI BANCHI, QUINDI IL GIOCO DELLA SCUOLA MATERNA è PER UN ANNO INTERO ALTERNATO AL LAVORO CHE PORTERà ALLA SCRITTURA E LETTURA.

LE ELEMENTARI SONO IN UN UNICO BLOCCO INSIEME ALLE MEDIE (la Yhtenaiskoulu, DOVE ANCORA CI SI TOLGONO LE SCARPE) E INGLOBANO I NOSTRI PRIMI DUE ANNI DELLE SUPERIORI. QUINDI I RAGAZZINI FINLANDESI DECIDONO CON CHE INDIRIZZO PROSEGUIRE A 15 ANNI, ALLA FINE DELLA NOSTRA SECONDA SUPERIORE.LE SUPERIORI POI SONO UN PERCORSO DI SPECIALIZZAZIONE CHE Può DURARE TRE O QUATTRO ANNI.


LA SCUOLA è DELL’OBBLIGO FINO AI 18 ANNI.

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